Codice disciplinare

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Materia disciplinare per il personale A.T.A.
CCNL del 29.11.2007

CAPO IX – NORME DISCIPLINARI
SEZIONE II: Personale Amministrativo, tecnico e ausiliario

Art. 92
Obblighi del dipendente

1. Il dipendente adegua il proprio comportamento all’obbligo costituzionale di servire esclusivamente la
Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità
dell’attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi
privati propri ed altrui.
2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l’instaurazione di rapporti di fiducia e
collaborazione tra l’Amministrazione e i cittadini.
3. In tale contesto, tenuto conto dell’esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dipendente
deve in particolare:
a. esercitare con diligenza, equilibrio e professionalità i compiti costituenti esplicazione del profilo
professionale di titolarità;
b. cooperare al buon andamento dell’istituto, osservando le norme del presente contratto, le
disposizioni per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall’Amministrazione scolastica, le
norme in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;
c. rispettare il segreto d’ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme vigenti;
d. non utilizzare ai fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d’ufficio;
e. nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle
disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alle attività amministrative previste dalla legge
7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell’Amministrazione, nonché
agevolare le procedure ai sensi del D.lgs. n.443/2000 e del DPR n.445/2000 in tema di
autocertificazione;
f. favorire ogni forma di informazione e di collaborazione con le famiglie e con gli alunni;
g. rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e
non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del dirigente scolastico;
h. durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta
uniformata non solo a princìpi generali di correttezza ma, altresì, all’esigenza di coerenza con le
specifiche finalità educative dell’intera comunità scolastica, astenendosi da comportamenti lesivi
della dignità degli altri dipendenti, degli utenti e degli alunni;
i. non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività lavorative, ancorché non
remunerate, in periodo di malattia od infortunio;
l. eseguire gli ordini inerenti all’esplicazione delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti
dai superiori. Se ritiene che l’ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne
rimostranza a chi l’ha impartito dichiarandone le ragioni; se l’ordine è rinnovato per iscritto ha il
dovere di darvi esecuzione. Il dipendente, non deve, comunque, eseguire l’ordine quando l’atto
sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
m. tenere i registri e le altre forme di documentazione previste da specifiche disposizioni vigenti per
ciascun profilo professionale;
n. assicurare l’integrità degli alunni secondo le attribuzioni di ciascun profilo professionale;
o. avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui affidati;
p. non valersi di quanto è di proprietà dell’Amministrazione per ragioni che non siano di servizio;
q. non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la
prestazione lavorativa;
r. osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali dell’Amministrazione da
parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone
estranee all’Amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
s. comunicare all’Amministrazione la propria residenza e dimora, ove non coincidenti, ed ogni
successivo mutamento delle stesse;
t. in caso di malattia, dare tempestivo avviso all’ufficio di appartenenza, salvo comprovato
impedimento;
u. astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere
direttamente o indirettamente propri interessi finanziari o non finanziari.

Art. 93
Sanzioni e procedure disciplinari

1. Le violazioni degli obblighi disciplinati dall’art. 92 del presente contratto danno luogo, secondo la
gravità dell’infrazione, previo procedimento disciplinare, all’applicazione delle seguenti sanzioni
disciplinari:
a. rimprovero verbale;
b. rimprovero scritto;
c. multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione;
d. sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni;
e. licenziamento con preavviso;
f. licenziamento senza preavviso.
2. L’Amministrazione, salvo il caso del rimprovero verbale, non può adottare alcun provvedimento
disciplinare nei confronti del dipendente senza previa contestazione scritta dell’addebito – da
effettuarsi entro 20 giorni da quando il soggetto competente per la contestazione, di cui al
successivo art. 94, è venuto a conoscenza del fatto – e senza averlo sentito a sua difesa con
l’eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell’associazione sindacale
cui aderisce o conferisce mandato.
3. Il dipendente al quale sono stati contestati i fatti è convocato con lettera per la difesa non prima
che siano trascorsi cinque giorni lavorativi dall’accadimento del fatto che vi ha dato causa.
Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa del dipendente, la sanzione è
applicata nei successivi 15 giorni.
4. Nel caso in cui la sanzione da comminare non sia di sua competenza, ai sensi del successivo art.
94, il dirigente scolastico, ai fini del comma 2, segnala entro 10 giorni, all’ufficio competente i
fatti da contestare al dipendente per l’istruzione del procedimento, dandone contestuale
comunicazione all’interessato.
5. Al dipendente o, su espressa delega al suo difensore, è consentito l’accesso a tutti gli atti
istruttori riguardanti il procedimento a suo carico.
6. Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 giorni dalla data di contestazione di
addebito. Qualora non sia stato portato a termine entro tale data, il procedimento si estingue.
7. L’ufficio competente per i procedimenti disciplinari sulla base degli accertamenti effettuati e delle
giustificazioni addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate al comma
1. Quando il medesimo ufficio ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone
la chiusura del procedimento, dandone comunicazione all’interessato.
8. I provvedimenti di cui al comma 1 non sollevano il lavoratore dalle eventuali responsabilità di
altro genere nelle quali egli sia incorso.
9. I termini di cui al presente articolo devono intendersi come perentori.
10. Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all’art. 55 del D.L.vo 165/2001 .
11. Per quanto riguarda conciliazione ed arbitrato, si rinvia al capo XII del presente CCNL.
Art. 94
Competenze
1. Il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e la multa sono inflitti dal dirigente scolastico.
2. La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni, il licenziamento con
preavviso e il licenziamento senza preavviso sono inflitti dal Direttore generale regionale.

Art. 95
Codice disciplinare

1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni, in relazione alla gravità della
mancanza ed in conformità di quanto previsto dall’art. 55 del D.L.vo n. 165/2001, il tipo e l’entità di
ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali:
a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza, e imperizia dimostrate, tenuto
conto anche della prevedibilità dell’evento;
b) rilevanza degli obblighi violati;
c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
d) grado di danno o di pericolo causato all’Amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio
determinatosi;
e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del
lavoratore, ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento
verso gli utenti;
f) al concorso nel fatto di più lavoratori in accordo tra loro.
2. La recidiva in mancanze già sanzionate nel biennio di riferimento comporta una sanzione di maggiore
gravità tra quelle previste nell’ambito della medesima fattispecie.
3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con più azioni
od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista
per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.
4. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo
pari a quattro ore di retribuzione si applica, graduando l’entità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui al
comma 1, per:
a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché
dell’orario di lavoro;
b) condotta non conforme a princìpi di correttezza verso i superiori o altri dipendenti o nei confronti
dei genitori, degli alunni o del pubblico;
c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati ovvero nella cura dei locali e dei beni mobili o
strumenti affidati al dipendente o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare
azione di vigilanza;
d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro ove
non ne sia derivato danno o disservizio;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’Amministrazione, nel
rispetto di quanto previsto dall’art. 6 della legge n. 300 del 1970;
f) insufficiente rendimento, rispetto a carichi di lavoro e, comunque, nell’assolvimento dei compiti
assegnati;
g) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da
cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all’Amministrazione, agli utenti o ai terzi.
5. L’importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio della scuola e destinato ad attività sociali
a favore degli alunni.
6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un
massimo di 10 giorni si applica, graduando l’entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1,
per:
a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 4 che abbiano comportato l’applicazione del massimo
della multa;
b) particolare gravità delle mancanze previste nel comma 4;
c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali
ipotesi, l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli
eventuali danni causati all’Amministrazione, agli utenti o ai terzi;
d) ingiustificato ritardo, fino a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori;
e) testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa;
f) comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti dei
superiori, di altri dipendenti, dei genitori, degli alunni o dei terzi;
g) alterchi con ricorso a vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con genitori, alunni o terzi;
h) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’Amministrazione, esulanti dal rispetto della libertà di
pensiero, ai sensi dell’art. 1 della legge 300 del 1970;
i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della
persona;
l) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da
cui sia, comunque, derivato grave danno all’Amministrazione, ai genitori, agli alunni o a terzi.
7. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso di applica per:
a) recidiva plurima, almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze previste nel comma 6, anche se di
diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nel medesimo comma,
che abbia comportato l’applicazione della sanzione di dieci giorni di sospensione dal servizio e dalla
retribuzione;
b) occultamento, da parte del responsabile della custodia, del controllo o della vigilanza, di fatti e
circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di
pertinenza dell’Amministrazione o ad essa affidati;
c) rifiuto espresso del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio;
d) assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un periodo superiore a dieci giorni consecutivi
lavorativi;
e) persistente insufficiente rendimento o fatti che dimostrino grave incapacità ad adempiere
adeguatamente agli obblighi di servizio;
f) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori del servizio e non attinente in via
diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;
g) violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti di
gravità tale, secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di
lavoro.
8. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:
a) terza recidiva nel biennio di: minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o
altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
b) accertamento che l’impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque,
con mezzi fraudolenti;
c)condanne passate in giudicato:
 di cui art. 58 del D.lgs. 18 agosto 2000, n.267 ,nonchè per i reati di cui agli art. 316 e 316 bis del
codice penale;
 quando alla condanna consegua comunque l’interdizione perpetua dai pubblici uffici;
 per i delitti indicati dall’art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001.
d) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non
attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la
prosecuzione per la sua specifica gravità;
e) commissione in genere di fatti o atti dolosi, anche non consistenti in illeciti di rilevanza penale per i
quali vi sia obbligo di denuncia, anche nei confronti di terzi, di gravità tale da non consentire la
prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro.
9. Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere data la massima pubblicità mediante
affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere
sostituita con altre.

Art. 96
Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale

1. Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti, commessi in servizio, di rilevanza penale
l’amministrazione inizia il procedimento disciplinare ed inoltra la denuncia penale. Il procedimento
disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche
nel caso in cui l’obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato.
2. Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando l’amministrazione venga a conoscenza
dell’esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente per i medesimi fatti oggetto di
procedimento disciplinare, questo è sospeso fino alla sentenza definitiva.
3. Fatte salve le ipotesi di cui all’art. 5, commi 2 e 4, della legge 97 del 2001, negli altri casi il
procedimento disciplinare sospeso ai sensi del presente articolo è riattivato entro 180 giorni da quando
l’amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua
riattivazione.
4. Per i casi previsti all’art. 5, comma 4, della legge 97 del 2001, il procedimento disciplinare
precedentemente sospeso è riattivato entro 90 giorni da quando l’amministrazione ha avuto notizia della
sentenza definitiva e deve concludersi entro i successivi 120 giorni dalla sua riattivazione.
5. L’applicazione della sanzione prevista dall’art. 95, come conseguenza delle condanne penali citate nei
commi 7, lett. f) e 8, lett. c) e d), non ha carattere automatico, essendo correlata all’esperimento del
procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2 della legge n. 97 del 2001.
6. In caso di assoluzione si applica quanto previsto dall’art. 653 c.p.p.- Ove nel procedimento disciplinare
sospeso al dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi sia stata assoluzione, siano
state contestate altre violazioni, il procedimento medesimo riprende per dette infrazioni.
7. In caso di proscioglimento si procede analogamente al comma 6.
8. In caso di sentenza irrevocabile di condanna trova applicazione l’art. 1 della legge 97 del 2001.
9. Il dipendente licenziato ai sensi dell’art. 95, comma 8, lettera f) e comma 9, lettere c) e d), e
successivamente assolto a seguito di revisione del processo, ha diritto, dalla data della sentenza di
assoluzione, alla riammissione in servizio nella medesima sede o in altra su sua richiesta, anche in
soprannumero, nella medesima qualifica e con decorrenza dell’anzianità posseduta all’atto del
licenziamento.
10. Il dipendente riammesso ai sensi del comma 9, è reinquadrato, nell’area e nella posizione economica
in cui è confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora sia intervenuta una nuova
classificazione del personale. In caso di premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno
diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al dipendente nel periodo di sospensione o di
licenziamento, escluse le indennità comunque legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di
lavoro straordinario.

Art. 97
Sospensione cautelare in caso di procedimento penale

1. Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d’ufficio dal servizio
con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo
della libertà.
2. L’amministrazione, ai sensi del presente articolo, cessato lo stato di restrizione della libertà personale,
può prolungare il periodo di sospensione del dipendente, fino alla sentenza definitiva alle medesime
condizioni del comma 3.
3. Il dipendente, può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui
sia sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia
stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da
comportare, se accertati, l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell’art. 95,
commi 8 e 9.
4. Resta fermo l’obbligo di sospensione cautelare dal servizio per i reati indicati dall’art. 58 del D.lgs.
n.267/2000.
5. Nel caso dei reati previsti all’art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001, in alternativa alla
sospensione di cui al presente articolo, possono essere applicate le misure previste dallo stesso art. 3.
Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la
sospensione condizionale della pena, si applica l’art. 4, comma 1, della citata legge 97 del 2001.
6. Nei casi indicati ai commi precedenti si applica quanto previsto dall’art. 96 in tema di rapporti tra
procedimento disciplinare e procedimento penale.
7. Al dipendente sospeso ai sensi dei commi da 1 a 5 sono corrisposti un’indennità pari al 50% della
retribuzione fondamentale di cui all’art. 77 del presente CCNL, comma 1, nonchè gli assegni del nucleo
familiare, ove spettanti.
8. Nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento, ai sensi dell’art. 92, commi 6 e 7,
quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di indennità sarà conguagliato con quanto
dovuto al lavoratore se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi speciali o per
prestazioni di carattere straordinario. Ove il giudizio disciplinare riprenda, per altre infrazioni, ai sensi del
medesimo art. 92, comma 6, secondo periodo, il conguaglio dovrà tener conto delle sanzioni
eventualmente applicate.
9. In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento disciplinare a seguito di condanna penale, ove
questo si concluda con una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente sospeso
sarà conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi e
funzioni speciali o per prestazioni di carattere straordinario, nonchè i periodi di sospensione del comma 1
e quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio disciplinare riattivato.
10. Quando vi sia stata sospensione cautelare del servizio a causa di procedimento penale, la stessa
conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni.
Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio.
Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all’esito del procedimento penale.
11. I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione del presente contratto vanno portati a
termine secondo le procedure vigenti alla data del loro inizio.